giovedì 7 novembre 2013

Storytelling persuasivo: come stimolare l’immaginazione

Fonte immagine: flickr.com/photos/fensterbme/2921991686



La forza dello storytelling risiede nella sua capacità di stimolare l’immaginazione.

La maggior parte delle persone, di fronte ad un nostro discorso razionale, dimostra noia e disattenzione.
La sua struttura è difatti innaturale, basandosi su una sequenza e complicazione di concetti, ma non di eventi.
Non è certo la tecnica migliore che possiamo usare per avvincere l’ascoltatore.

Lo è invece lo storytelling persuasivo.

Narrare una storia può essere relativamente semplice.
In special modo, quando la forma del nostro messaggio è orale e le parole pronunciate “volano”, per così dire, verso le orecchie delle persone, il fatto che le inviamo in una forma coerente e ordinata, aiuta la loro comprensione e la loro efficacia.
Nessuna distrazione, nessun indugiare in analessi e prolessi – dobbiamo raccontare i fatti così come sono accaduti, uno di seguito all’altro.

In questa maniera, anche la mente più semplice avrà la possibilità di immedesimarsi nel nostro racconto e rivivere nel suo profondo gli eventi narrati.
Parliamo, e lentamente aggiriamo la mente dell’ascoltatore, spostando la sua attenzione sul flusso ininterrotto della storia.

In genere, lo storytelling persuasivo è anche storytelling dimostrativo.
La struttura razionale del discorso non viene eliminata, ma mascherata dal susseguirsi dei fatti.
Per questa ragione, ciò che in un freddo discorso razionale apparirebbe come una conclusione logica opinabile, attraverso lo storytelling possiamo trasformarlo nell’esito necessario di una successione di eventi.

La faticosa concatenazione dei concetti viene eliminata, mentre nella storia è sufficiente che inseriamo un elemento risolutore, che abbia il valore dell’illuminazione.
Dobbiamo far vedere praticamente all’ascoltatore ciò che in astratto ha trascurato di comprendere.

Lo storytelling persuasivo diviene la tecnica principale del marketing per trasformare i comportamenti d’acquisto. Un’azione in linea di principio inconcepibile, si trasforma in qualcosa di plausibile e giustificabile.