mercoledì 6 novembre 2013

Le origini dello storytelling: un mistero da svelare

Fonte immagine: flickr.com/photos/turatti/10123875775/

Le origini dello storytelling risalgono alla notte dei tempi.
Nessuno può parlarne in maniera certa.
Non esistono attestazioni di sorta per svelare questo mistero.
La natura sfuggente dei primordi della narrazione può riassumersi nell’adagio latino: “verba volant”.

Tuttavia, lo storytelling, fu il parto di menti illuminate. La funzione dello storytelling è da sempre agli antipodi di quell’adagio. E questo apparente contrasto ne rende affascinante la pratica.

Gli uomini infatti, all’inizio della loro esistenza comunitaria, dovevano trasmettersi informazioni soltanto attraverso le parole. Ma come potevano essere memorizzate le nozioni più importanti, creando così i primi cenni della nostra cultura?

È chiaro che l’essere umano non ricorda ogni cosa automaticamente. La saggezza dei nostri lontani antenati fu quella di utilizzare una tecnica – una tecnica denominata storytelling – capace di produrre suggestione.

Lo storytelling, alle sue origini, fu il metodo principe che i saggi utilizzarono per produrre la cultura umana nella sua forma iniziale.
L’engagement, prima che sui social media, è presente nella vita quotidiana, ed è provocato dalla necessità degli uomini di assimilare i contenuti delle esperienze fondamentali che li riguardano, per comprenderne il significato.

Nei tempi passati, trascinati nel vortice dei fatti raccontati dal narratore, gli ascoltatori maturarono la coscienza del senso degli eventi.
Veicolando con il racconto il proprio punto di vista, lo storyteller produceva suggestione nelle persone, ottenendone l’immedesimazione.

Le origini dello storytelling sono dunque radicate in un lontano passato, popolato di personalità eminenti, che, capendo la psicologia dell’essere umano, riuscirono a far leva sulle sue emozioni.
Generando engagement, suggestione e memorizzazione attraverso la narrazione, produssero la prima forma di una cultura veramente umana.