giovedì 31 ottobre 2013

Il marketing: una storia da raccontare


Fonte immagine: flickr.com/photos/eatingmywords/1000640252/


Ognuno di noi ha una storia da raccontare. Viviamo in una rete di bisogni reciproci da soddisfare, tra cui quello di raccontarci. Amiamo essere ascoltati, ma, allo stesso tempo, ascoltare storie raccontate da altri. In questa maniera, otteniamo soddisfazione e appagamento.

Lo storytelling è una disciplina che spiega una parte della realtà che ci circonda, degli stimoli che riceviamo, dei filtri che utilizziamo, delle emozioni che viviamo. Ognuno di noi è avvolto in un sistema di simboli attraverso cui produce significanti e significati.

Con un gesto possiamo esprimere uno stato d’animo o caratterizzare una situazione. Possiamo esaltare o sminuire un comportamento, e connotare l’importanza di un oggetto.

In un mondo nel quale le aspirazioni e i desideri suscitano le azioni più varie, sovrapporre una trama lineare all’istintività dei nostri gesti, crea la sicurezza interiore della coerenza dei nostri modi di essere.

Questa assicurazione ci permette di utilizzare lo storytelling per i nostri scopi. Ognuno di noi cerca di esercitare il potere. E raccontare una storia può aiutare a convincere, a motivare e a persuadere le altre persone.

Raccontare una storia significa essere certi di avere un’identità, e il voler condividere questa identità con gli altri. Ciò ci permette d’influenzarli e di prendere decisioni, se non, addirittura, di comandarli.

Il valore di questa scoperta si riflette inevitabilmente anche sul marketing.

Quando noi tutti comprenderemo la funzione del racconto, della forza che esercita nel plasmare convinzioni e nello scardinare pregiudizi, allora sarà lo stesso marketing a raccontare la sua storia, divenendo un po’ meno commerciale e un po’ più spirituale.